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COSA SONO LE PERLE?

Plinio nella sua Historia Naturalis le definisce come le prime, per bellezza e valore, tra tutte le pietre preziose.
La storia delle perle è intimamente legata alla storia dell’uomo, che le ha considerate da subito un gemme rare e di tale valore da diventare la prima moneta di scambio.
Facili da trasportare e di grande interesse commerciale, grazie ai mercanti, le perle hanno subito iniziato a viaggiare, raggiungendo luoghi ben lontani dalle aree di raccolta e questo sicuramente ha favorito la loro diffusione.
Ben nota è la perla di Cleopatra…
Si narra che Marco Antonio venne raggiunto nel porto di Tarso dalla regina Cleopatra, che, dopo averlo ammaliato, lo condusse con sé nella sua reggia di Alessandria.
Marco Antonio dimenticò così le flotte e gli impegni di stato dedicandosi, insieme alla regina, ad una vita di lusso e piaceri.
Durante uno degli straordinari banchetti si racconta che Cleopatra, per sedurre e provocare il suo amante disciolse in una coppa d’aceto una splendida perla. E se la bevve tutto d’un fiato.
Invitò poi il suo uomo a fare altrettanto ma egli non ebbe il coraggio di distruggere una gemma stimata a quell’epoca sessanta milioni di sesterzi, equivalenti a settecentomila euro attuali.
Gli antichi romani chiamavano la perla “margarita” e la Corporazione dei “Margaritari” fu la prima organizzazione al mondo ad occuparsi dell’aspetto “scientifico” della perla.

Come si formano le perle?
A Roma così come nell’antica Grecia le perle erano dedicate a Venere.
Secondo Plinio il Vecchio le perle più belle erano quelle fecondate con una goccia di rugiada purissima in condizioni di cielo terso.
L’italiano Filippo De Filippi, nel 1852, pubblicò uno studio sull’argomento con il quale dimostrò che le perle prodotte da un mollusco di acqua dolce avevano quasi sempre, quale nucleo, un verme parassita.
Per la prima volta veniva così dimostrata l’origine parassitaria delle perle.

Come si definisce la perla?
La perla è una “concrezione stratificata di cristalli di carbonato di calcio (aragonite e calcite) disposti intorno ad un nucleo, generati ed agglomerati da un collagene di natura organica, la conchiolina”.
La formazione della perla è dovuta ad un corpo estraneo (granello di sabbia, parassita, frammento di guscio), che accidentalmente penetra nelle parti vitali del mollusco.
Esso inizia immediatamente un’azione difensiva per eliminare l’indesiderato intruso.
Il mollusco allora sviluppa un agglomerato di cellule epiteliali che circondano e avvolgono il corpo estraneo.
Queste cellule saranno responsabili della formazione attorno al corpo estraneo di strati concentrici sovrapposti, composti da carbonato di calcio (aragonite e calcite) ingabbiati in una rete di sostanza organica denominata conchiolina.
La continua produzione di questi strati (strati di perlagione) darà origine alla perla.
Fino alla fine dell’800 le perle a disposizione erano solo ed unicamente naturali e pescate prevalentemente nel Golfo Persico, nel Mar Rosso, in India e a Ceylon.
E’ infatti solo nel 1893 che il giapponese Kokichi Mikimoto mise a punto e brevettò il metodo di coltivazione delle perle.

Cos’è la coltivazione delle perle? In cosa consiste?
Il sistema di coltivazione comincia con l’allevamento delle ostriche.
Il principio di coltivazione delle perle è praticamente identico a quello della formazione delle perle naturali, con l’eccezione che il corpo estraneo viene inserito chirurgicamente nel mollusco.
Il corpo estraneo utilizzato è un nucleo di madreperla di un mollusco di acqua dolce del Mississippi.
I molluschi utilizzati per la coltivazione delle perle d’acqua salata appartengono al genere Pinctada.
La specie Pinctada Martensi Fucata: È quella utilizzata nelle coltivazioni giapponesi, chiamata anche Akoya.
Pinctada Maxima: E’ l’ostrica nella quale crescono le bellissime Perle dei Mari del Sud o Australiane.
Pinctada Margaritifera: E’ il mollusco che produce le famose Perle di Tahiti, conosciute come perle nere.
I molluschi che producono le perle d’acqua dolce sono della famiglia Hyriopsis Cumingii
Le perle d’acqua dolce sono perle coltivate prive di nucleo, ovvero costituite quasi interamente da strati di madreperla.
Ultimata la raccolta le perle vengono sottoposte ad una leggera pulizia, realizzata con leggeri abrasivi a base di sale e finalizzata soprattutto a rimuovere eventuali depositi di sostanza organica dalla superficie della gemma.
Dopodichè inizia la selezione e l’infilatura così che finalmente questa splendida gemma è pronta per dare felicità e fascino alle donne di tutto il mondo.
I parametri che stabiliscono il valore di una perla sono i seguenti:
  • Forma
  • Lustro: riguarda la brillantezza e la lucentezza della perla.
  • Iridescenza: l’iridescenza della perla è detta anche Oriente. E’ un fenomeno di diffrazione molto simile al fenomeno dell’arcobaleno.
  • Dimensione: Nel caso di perle di forma regolare la dimensione viene misurata in mm. Nel caso di perle irregolari, anziché la dimensione si misura il peso, in carati (0,20 gr.)
  • Pulizia: Intesa come regolarità della superficie.
  • Colore: Gemmologicamente il colore non influisce sul grado di bellezza della perla e questa resta una valutazione assolutamente soggettiva.