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Cultura, religiosità, misticismo: dalle prime civiltà ai giorni nostri

Fin dall’antichità l’uomo è sempre stato affascinato dalla perfezione dei cristalli e delle gemme che trovava in natura, ritenendole un generoso dono degli Dei.

Già nell’età della pietra i nostri antenati costruivano amuleti e talismani ai quali attribuivano poteri soprannaturali, come allontanare le malattie o attrarre i favori delle divinità e le forze benevole della natura. Tra i più antichi si ricordano l’Amuleto del cuore e lo Scettro di papiro, entrambi risalenti all’Antico Egitto, e anche nella Bibbia si descrivono minuziosamente le dodici pietre sacre, narrando di come Mosè ricevette precise disposizioni circa la realizzazione del Pettorale del Gran Sacerdote, da usarsi durante cerimonie e riti.

Un celebre passaggio della monaca benedettina e mistica tedesca Santa Ildegarda, tratto dal suo saggio sulle scienze naturali, riassume il valore religioso delle pietre preziose e testimonia quanto queste siano radicate nella nostra cultura: “il diavolo non teme le pietre preziose, le odia, le detesta perché gli rammentano il fatto che esse già si mostravano in tutto il loro splendore prima che egli precipitasse.”