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Oggetto di culto, simbolo, gioiello esclusivo: storia della più preziosa e ambita tra tutte le pietre

Scoperti per la prima volta in India intorno al 500 a.C., i diamanti prendono il loro nome dal greco adàmas, ‘l’indomabile’, per via della loro straordinaria resistenza. Inizialmente erano impiegati dai guerrieri come amuleti, quindi riservati esclusivamente agli uomini delle classi nobiliari. Ci vollero quasi due millenni perché, da pietra dal valore principalmente mistico, il diamante iniziasse a essere apprezzato per la sua bellezza e indossato da entrambi i sessi dell’aristocrazia, come simbolo del proprio status sociale.

I primi tagli furono realizzati nel XVII secolo, ma fu solo all’inizio del ‘900 che si arrivò a quello che oggi conosciamo con il nome di ‘brillante’, invenzione di Marcel Tolkowsky, che individuò le proporzioni che un diamante deve avere per esprimere al meglio le sue caratteristiche di luminosità, brillantezza e fuoco.

Nell’ultimo secolo il diamante è diventato la gemma più esclusiva e desiderata, strumento di seduzione, oggetto di collezionismo e gioiello senza tempo, in grado di attraversare mode e tendenze senza mai perdere il suo fascino unico.